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Arnistil soluzione oftalmica premiata per il packaging più innovativo presente in farmacia

diario 5/2/2020

Prestigioso riconoscimento a ARNISTIL, soluzione oftalmica senza conservanti a base di estratti di Arnica e Acido Ialuronico

Il flacone brevettato Pactive, consente di preservare la soluzione oftalmica dopo l’apertura senza il bisogno di conservanti.


Arnistil, soluzione oftalmica di DOC Ofta, si è aggiudicato il premio ADF (Aerosol Dispensing Forum) AWARD 2020 per il packaging più innovativo presente in farmacia. Il concorso ADF è l’unico evento al mondo che celebra l’importanza di avere packaging e sistemi di erogazione sempre più innovativi e all’avanguardia nell’ambito di segmenti quali medical device, bevande, cosmetici e aerosol. Il forum ADF di Parigi, nato nel 2007, si distingue anche per la notevole attenzione e impegno sul fronte della sostenibilità, scelta dei materiali, tendenze dei consumatori e del mercato, ispirazione del design.

Arnistil è la prima soluzione oftalmica che combina estratto di Arnica e Acido Ialuronico in un unico dispositivo, l’innovativo flacone Pactive multidose senza conservanti. L’Arnica è una pianta officinale molto studiata per il trattamento di diverse condizioni infiammatorie. Grazie alle proprietà idratanti e protettive dell’Acido Ialuronico ARNISTIL è una soluzione oftalmica adatta per il trattamento sintomatico delle irritazioni e degli arrossamenti oculari.

Il flacone brevettato Pactive di Arnistil è frutto di ricerca e studi di innovazione tecnologica italiana sviluppata internamente dalla SMP di Airuno, altamente specializzata in packaging primario farmaceutico. Il flacone Pactive è realizzato in una speciale resina con azione antibatterica autopreservante che consente il confezionamento della soluzione oftalmica in flacone multidose senza conservanti.

“Siamo veramente orgogliosi di questo premio – dichiara Davide Pulici, Direttore di DOC Ofta, la Business Unit Oftalmica di DOC Generici – L’ADF Award assegnato ad ARNISTIL per il packaging più innovativo presente in farmacia è un prestigioso riconoscimento internazionale che conferma la linea intrapresa da DOC, volta alla continua ricerca di tecnologie innovative nel settore oftalmico. Arnistil è la prima soluzione oftalmica presente sul mercato che unisce le proprietà dell’ARNICA a quelle idratanti e protettive dell’Acido Ialuronico. L’innovativo flacone Pactive, grazie all’azione antimicrobica dei componenti contenuti nella plastica, consente di eliminare il conservante, che ha una riconosciuta azione citotossica sulla superficie corneale. Siamo molto soddisfatti della collaborazione con i nostri partner Pharmaxima, sviluppatore della nostra formula e produttore di Arnistil, e SMP Airuno, ideatore e produttore del flacone Pactive”.

Fonte: DOC Ofta

Bionica e Design. Carmelo Di Bartolo e il Centro Ricerche IED, Mercoledì 22 gennaio Milano

diario 17/1/2020

“Bionica e Design. Carmelo Di Bartolo e il Centro Ricerche IED. Esperienze memorabili da 30 protagonisti”, l’omaggio di 30 affermati designer e accademici

Mercoledì 22 gennaio alle 18, a Milano, presso la sede dell’Istituto di via Pietrasanta, 14

Analizzare le forme, le geometrie e i modelli della natura ricavandone principi e regole per una progettazione umana, consapevole e innovativa. Tutto questo è Bionica e Design, un mondo in cui da 40 anni si muove la ricerca di Carmelo Di Bartolo, pioniere del settore e a cui 30 protagonisti Designer e Accademici di oggi rendono omaggio con personali contributi all’interno del libro “Bionica e Design. Carmelo Di Bartolo e il Centro Ricerche IED. Esperienze memorabili da 30 protagonisti”.

Un volume dettagliato che verrà presentato mercoledì 22 gennaio, alle ore 18, allo IED di Milano di via Pietrasanta 14, in un momento celebrativo moderato dal Professor Amilton Arruda, Professore all’Università di Pernambuco, Brasile, direttore di LAB Biodesign ed Editor del libro.

Il volume racconta il valore dell’incrocio tra Bionica e Design, la scienza che partendo dall’osservazione della natura mira ad analizzare e costruire modelli analogici, trasferibili nel progetto.
Con questa metodologia sono nati nel tempo importanti progetti. Dal concept di Fiat Multipla, alle Ricerche sulla Mobilità Urbana per Centro Ricerche Fiat. La struttura delle fragole è stata invece trasferita nei Pavimenti di sicurezza per la Metropolitana di Milano, sviluppato con Unione Italiana Ciechi, ATM di Milano e Pirelli Artigo. La respirazione del dromedario analizzata per creare un packaging capace di mantenere freschi gli alimenti; imballaggi di “lunga vita” premiati dall’Istituto Italiano dell’Imballaggio. Oppure studiando le radici delle piante con il progetto di contenimento dei pendii autostradali per Italcementi.

Questi sono solo alcuni esempi di bionica applicata ai processi di design.
Carmelo Di Bartolo, all’inizio degli anni ’70, è infatti stato uno dei primi alumni IED, in cui ha vestito anche i panni di docente e Direttore; inoltre nel 1982 ha fondato il CRIED – Centro Ricerche Istituto Europeo Design, dal quale sono passate generazioni di allievi e collaboratori dello stesso designer, e nel 1986 ha istituito il Master Internazionale in Bionica e Design.

“La Bionica applicata al Design, lo studio delle strutture naturali attraverso modelli analogici, ci ha permesso di vivere momenti di fertilizzazione incrociata, un modo nuovo di relazionarsi al progetto, di creare una grammatica comune, trasversale alle discipline, determinato una vera ‘scuola’ nel modo di approcciare il progetto e affrontarne i passaggi in modo credibile e sostenibile. La mia formazione non convenzionale, mi ha permesso di iniziare percorsi non ortodossi, dando la priorità all’approccio intuitivo e sperimentale – commenta Di Bartolo stesso -. Devo ringraziare i molti collaboratori e colleghi di prima istanza che hanno avuto la determinazione, costanza e capacità di mettere in ordine le tante ‘schegge’, tentando la sistematicità e il metodo”.

Di Bartolo è un grande visionario che ha insegnato a tutti noi studenti a guardare il mondo nelle sue più naturali manifestazioni per capire il funzionamento vero delle cose – afferma nella prefazione al libro Emanuele Soldini, Direttore IED Italia e allievo in prima persona di Di Bartolo -. Questo libro rende omaggio a una persona, un ricercatore, un designer che ha dato tanto alla nostra Istituzione contribuendo alla formazione di intere generazioni di designer innamorati del proprio mestiere”.

Fonte: Centro Ricerche IED

Ticketing management Mangrovia: La blockchain applicata al ticketing management

diario 10/1/2020

Trascorsa la fase transitoria di maturazione della tecnologia e di consolidamento dei modelli distribuiti, blockchain e DLTs stanno ora trasformando in modo sempre più radicale i processi di gestione dei dati in un numero crescente di settori industriali, garantendo via via benefici sempre più tangibili e misurabili alle numerose realtà che hanno deciso di applicare le logiche di tecnologia decentralizzata al proprio business.


Al pari di altri ambiti già ampiamente esplorati, anche il settore del ticketing sta dunque iniziando a sfruttare le enormi potenzialità derivanti dall’utilizzo della tecnologia blockchain, con l’obiettivo di offrire un rinnovato approccio gestionale in grado di dimostrare più efficienza, migliore usabilità, totale affidabilità ed ampia garanzia delle prestazioni.

Mangrovia Blockchain Solutions, tra le più consolidate e riconosciute realtà europee attive nella progettazione e sviluppo di soluzioni di tecnologia decentralizzata, su richiesta di alcuni importanti clienti attivi nel settore del ticketing, ha deciso nei mesi scorsi di approcciare il tema in maniera organica e integrata, con l’obiettivo di definire un modello di applicazione della blockchain all’attività di vendita di biglietti e di gestione di eventi in grado non solo di garantire coerenza rispetto alle dinamiche gestionali esistenti su ecosistemi complessi, ma anche – e soprattutto – di produrre innovazione sostanziale in termini di affidabilità del dato, efficientamento dei processi ed abilitazione di nuove funzionalità per i diversi soggetti attivi sulla filiera.

Da questo approfondito percorso di analisi, sviluppo ed integrazione è quindi nata TrustPass, la soluzione targata Mangrovia che adotta le tecnologie distribuite per abilitare ecosistemi di ticketing trasparenti ed affidabili, utili a prevenire aumenti di prezzo incontrollati e meccanismi fraudolenti sul mercato secondario, e a gestire così processi di emissione, vendita, distribuzione, scambio e validazione dei biglietti più rapidi, sicuri ed efficienti.

L’affidabilità delle informazioni gestite tramite TrustPass è infatti garantita dall’utilizzo della tecnologia blockchain, che assicura stabilità, protezione ed immutabilità dei dati, e abilita pertanto automazione dei processi e completa sicurezza su tutte le fasi operative. Ne deriva per l’organizzazione la possibilità di gestire biglietti digitalizzati evoluti (o smart tickets), utili a garantire elevata usabilità e notevole efficienza, tramite cui abilitare nuovi modelli di gestione e di distribuzione, e proteggere così organizzatori, rivenditori, promotori ed acquirenti dal rischio di frodi o di violazioni della privacy.

La soluzione TrustPass ad esempio rende certa l’autenticità dei biglietti acquistati, eliminando così il rischio di frodi e garantendo il rispetto dei prezzi di vendita impostati dall’organizzazione emittente, anche sugli acquisti realizzati tramite rivenditori e terze parti. Conseguentemente, permette di abilitare in modo semplice e sicuro il libero scambio tra gli utenti dei biglietti (mercato secondario) all’interno di un ambiente controllato (marketplace), senza impattare in termini operativi sull’ente organizzatore.

Inoltre è in grado di migliorare ed efficientare la fruizione dei servizi da parte degli utenti, abilitando nuove modalità di conservazione del tagliando (ad esempio tramite dispositivi di wearable IoT), semplificando l’accesso agli eventi grazie alla riduzione dei tempi per il controllo e la validazione del biglietto ed alla conseguente eliminazione dei salti di fila, o introducendo funzionalità semplificate ed automazioni affidabili rispetto alla gestione dei pagamenti, dei rimborsi, della scelta del posto e delle interazioni con l’organizzazione.

Il modello di gestione decentralizzata del ticket adottato da TrustPass offre però ulteriori benefici all’organizzazione, permettendo infatti di acquisire big data sull’intera filiera di ingaggio e di fruizione dell’utente e favorire così processi di profilazione più raffinati e efficienti nel pieno rispetto delle norme GDPR e in totale integrazione con i propri sistemi informativi, oppure facilitando la gestione di iniziative di comunicazione diretta e di campagne affiliate e di marketing diretto, sconti e coupons, tessere associative e carte fedeltà, offerte combinate e last-minute, guest-lists, pass a consumo e stagionali.

In definitiva con la soluzione TrustPass, l’italiana Mangrovia ha saputo realizzare un completo framework decentralizzato in grado di garantire non solo massima affidabilità e innovazione sostanziale al settore del ticketing management, ma al contempo totale integrazione ed interoperabilità rispetto ai modelli tecnologici e ai sistemi gestionali esistenti.

FonteMangrovia.solutions

PubliOne PWE PLÜS Partnership: offrire alle Aziende nuove opportunità di sviluppo

diario 30/10/2019

La partnership tra PubliOne s.r.l. e PWE PLÜS ha come scopo quello di fornire alle aziende e stakeholder dei rispettivi paesi nuove opportunità di sviluppo.

A Milano, presso la sede di Assolombarda, è stata presentata alla stampa la partnership tra le agenzie di comunicazione integrata PubliOne S.r.l. (con sedi, in Italia, a Milano, Forlì e Napoli) e PWE PLÜS (con sede in Cina, a Shanghai e, in Europa, in Francia, a Parigi e in Germania a Düren).

Loris Zanelli (CEO PubliOne) e Hao (Ricky) Deng (Executive Partner PWE PLÜS), hanno illustrato gli obiettivi dell’accordo e i valori strategici di questa collaborazione, che nasce dalla volontà di entrambe le agenzie di fornire ai propri clienti e stakeholder l’opportunità di espandere i loro orizzonti e sviluppare nuovi territori grazie al supporto consulenziale e specialistico di professionisti del settore.
Sarà così più agevole accompagnare le aziende nel difficile percorso di internazionalizzazione, reso sempre più indispensabile dall’ormai inarrestabile fenomeno della globalizzazione.

PubliOne porterà in dote, in questo sodalizio, tutta la sua professionalità, testimoniata dai progetti elaborati per marchi importanti e prestigiosi come Gruppo Caffo 1915 (Vecchio Amaro del Capo, Elisir S. Marzano Borsci e decine di altre specialità liquoristiche), Cia-Conad (insegna leader nella GDO in Italia), Unieuro (leader nel canale di distribuzione dell’elettronica di consumo, con oltre 400 punti di vendita), CEWE (leader europeo nelle stampe fotografiche digitali) e molti altri.

PWE PLÜS, a sua volta, opera, attualmente, per brand BudweiserChandoSouth Australia Tourism Commision (SATC)JD.com e a molti altri.

“PubliOne e PWE lavoreranno di concerto – ha dichiarato Loris Zanelli CEO di PubliOne – per consentire alle proprie aziende partner di pianificare investimenti mirati e adeguati, sin dai primi studi di fattibilità. Per le aziende italiane diventerà più semplice, efficace ed immediato valutare il potenziale del mercato cinese ed approcciarlo professionalmente grazie al supporto dei professionisti PWE, in affiancamento ai team PubliOne. Viceversa, le aziende cinesi potranno contare su un partner altamente qualificato in grado di studiare il miglior posizionamento per il brand e la strategia più efficace nello specifico mercato anche grazie al respiro internazionale ed innovativo della squadra PubliOne.”

Conferma Hao (Ricky) Deng che “La partnership con PubliOne, consentirà alla PWE PLÜS di fornire un miglior servizio ai suoi clienti cinesi, che desiderassero allargare le loro attività nel mondo, con attività di marketing estese sino all’Italia”.
Think global. Act local.

Durante la cerimonia hanno avuto luogo gli interventi di:
Francesco Boggio Ferraris
Il Direttore della Scuola di Formazione Permanente della Fondazione Italia Cina,
Dopo aver ringraziato dell’invito, ha sottolineato il ruolo strategico della istituzione da lui diretta, che, avvicinando la secolare cultura del popolo cinese, con l’altrettanto secolare cultura del popolo italiano, contribuisce alla creazione di eventi di grande spessore, che hanno dirette e indirette ripercussioni sulle parallele relazioni d’affari.
Senza un legame di tipo culturale, infatti, diventa più difficile dar vita ad un reale sodalizio, che renda non solo più agevole, ma anche più interessante e coinvolgente, le relazioni umane e professionali: il vero obiettivo della Scuola di Formazione Permanente della Fondazione Italia-Cina.

Chiara Cormanni
Il Vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia ha preso la parola non solo per ringraziare Loris Zanelli di aver voluto, come sede di una conferenza stampa così importante, quella di Assolombarda, ma anche per ricordare agli ospiti cinesi, il ruolo che questa istituzione rappresenta nel contesto dell’economia italiana.
Milano è – e non senza ragione – considerata il motore dell’economia nazionale e la finestra più autorevole con la quale l’Italia si affaccia sul mondo industriale, commerciale e finanziario internazionale. PubliOne e PWE PLÜS potranno contare sull’ospitalità di Assolombarda, anche per i futuri incontri, nei quali si celebreranno i successi della loro partnership, che, da oggi, diventa operativa.

Fonte: PubliOne

PubliOne s.r.l.
Redazione
http://www.publione.it




permalink | inviato da 20TaskForceItaly il 30/10/2019 alle 16:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Food Academy Elior: Gli italiani sposano la dieta mediterranea in pausa pranzo

diario 1/10/2019

Alla Food Academy Elior la presentazione di una ricerca su nuove abitudini e tendenze dei consumatori nella ristorazione collettiva

I dati dell’Istituto Ixè che ha intervistato per la prima volta 40 Chef Ambassador del Gruppo Elior, responsabili di 10 milioni di pasti all’anno

Cibo e salute è una correlazione che il 68% degli italiani (il 71% delle donne contro il 65% degli uomini) ha a cuore e che richiede alla ristorazione collettiva, attraverso la combinazione della salubrità della ricetta con piatti della tradizione italiana, legati al proprio territorio e tipici della dieta mediterranea. Lo afferma una ricerca dell’Istituto Ixè commissionata dal Gruppo Elior, leader in Italia nella ristorazione collettiva, che ha intervistato, per la prima volta, 40 chef del Gruppo responsabili di 10 milioni di pasti all’anno e ha indagato in contemporanea un campione rappresentativo della popolazione italiana.

Secondo l’Istituto Ixè sono più della metà, il 55%, gli italiani che affermano di seguire e conoscere bene i principi della dieta mediterranea e gli chef segnalano che una percentuale analoga la ricerca anche durante il pranzo in azienda.

Da dati IXè, Salute e benessere dell’organismo sono due temi che sempre più italiani pretendono dalla ristorazione collettiva: il 53% infatti ritiene che la dieta mediterranea abbia effetti positivi sul sistema cardiocircolatorio e cardiovascolare, il 46% sulla longevità, il 37% sulla capacità di controllo del peso e il 31% sulla riduzione dell’incidenza di tumori.
Per questo la ristorazione collettiva pone l’attenzione su uno degli elementi cardine della stessa dieta, ovvero la varietà dei menù, apprezzata dai clienti e grazie alla quale è possibile rilevare un consistente aumento dei consumi di prodotti più sani e leggeri: cresce infatti la richiesta di cereali, legumi e pesce, il 79% degli chef Elior rileva la crescita dei primi due e il 62% per il terzo, mentre cala, a detta del 35% degli chef la carne e per l’82% il burro.

Tra gli elementi garanti della salubrità di una pietanza rientrano pienamente le materie prime 100% italiane, di cui si fida il 69% degli italiani, spesso coniugate alla territorialità e alla stagionalità (L’85% degli chef intervistati offre infatti pietanze con ingredienti di stagione e avvalorati dall’80% dei clienti). Dall’analisi degli Chef Ambassador Elior si scopre anche che i consumatori del Bel Paese sono sempre più consapevoli dell’importanza per esempio dell’olio extravergine d’oliva: l’82%, infatti, presta grande attenzione al tipo di olio da utilizzare per condire gli alimenti.

“A tutti piace mangiare cose buone, ma sempre più italiani hanno capito che la salute passa per il piatto – afferma Margherita Sartorio Co Founder e CEO Istituto Ixè -. Al ristorante, occasionalmente, si può derogare da questa regola, ma nella ristorazione collettiva, così come a casa, la salubrità della cucina è importante e allo stesso tempo assume una notevole importanza anche la leggerezza del piatto. L’importanza della qualità delle materie prime è ormai riconosciuta, ma è fondamentale un altro ingrediente del pasto: il clima che si respira nel locale, l’ambiente, l’accoglienza e la qualità del servizio”.

Per promuovere la dieta mediterranea, la ristorazione organizzata – lo sostiene il 68% dei cuochi Elior – deve impegnarsi in prima linea per diffondere l’educazione alimentare all’interno di ogni tipo di struttura, di lavoro, scolastica o sanitaria, abbinata a una continua diversificazione dei menù optando maggiormente per prodotti di origine vegetale. Pensiero concorde anche per l’83% del campione di popolazione studiato dalla ricerca Ixè, secondo cui all’interno della ristorazione scolastica si dovrebbero offrire cibi più sani e leggeri per favorire l’insegnamento dell’educazione alimentare.

“Oggi non è più possibile pensare di modificare le abitudini alimentari solo attraverso un trattamento individuale, ma è necessario attivare azioni di comunità per migliorare l’alimentazione. Per questo la dieta mediterranea si propone come uno strumento efficace per la prevenzione e la gestione di numerose malattie – sottolinea la Dott.ssa Maria Luisa Amerio, Medico Chirurgo, specialista in Scienza dell’Alimentazione e collaboratrice dell’Università di Scienza Gastronomiche di Pollenzo -. Una scelta necessaria che porterà benefici sia legati al benessere del singolo, prevenendo alcune patologie croniche come diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari, sia alla collettività, con una maggiore sostenibilità della spesa sanitaria”.

Per Elior promuovere i piatti della dieta mediterranea all’interno della ristorazione collettiva rappresenta una scelta responsabile e una partecipazione attiva alla diffusione della cultura del buon cibo e della sana alimentazione.

“La dieta mediterranea è un caposaldo dell’alimentazione italiana, è richiesta e amata dai nostri consumatori e si conferma alla base della nostra politica nutrizionale – spiega Rosario Ambrosino Amministratore Delegato di Elior -. I nostri menù sono realizzati sugli standard della dieta mediterranea, rispettando la tradizione ma in modo innovativo; in più sono legati al territorio, mantenendo inalterata la qualità delle materie prime e garantendo salubrità e leggerezza. Tutto questo è ciò che promuove la nuova ristorazione collettiva, una responsabilità che sentiamo profondamente nostra”.

Fonte: ELIOR

Ingredienti Magazine è online la rivista che racconta le eccellenze del territorio

diario 15/4/2019

Aprile 2019 nasce un nuova Riviste online: Ingredienti Magazine che vuole raccontare le eccellenze del territorio nazionale, dedicato ad artigiani, imprenditori, agricoltori, creativi e innovatori che ogni giorno coltivano l’armonia fra ciò che fanno e il luogo in cui lavorano.

Andiamo a cercare le loro storie nelle botteghe, nelle fabbriche, nelle cantine e nella bellezza di ambienti naturali. Sono storie da raccontare per far conoscere un Italia produttiva, che svolgono con amore e passione il proprio mestiere, tenendo viva la tradizione, trasmettendo un patrimonio di cultura e conoscenza.

Con articoli, immagini e docuweb, per scoprire un Italia in modo diverso, attraverso gli occhi di chi si sente a casa nel proprio territorio e ne racconta la bellezza nel suo intero.

Ingredienti Magazine è una azienda di comunicazione di Padova che opera in tutto il territorio nazionale e fin da subito si è rivelata partner efficace e strategico per prestigiose realtà del territorio e non solo.

Nato per soddisfare le esigenze nei vari settori merceologi e offrire soluzioni di comunicazione integrata per tutti i budget, l’agenzia è specializzata nella creazione di contenuti per il web (copywriting, foto, video), Press Office & Digital PR, Relazioni Pubbliche.

La bontà della reputazione online di un’azienda (Brand Reputation) dipende anche dai suoi risultati sui motori di ricerca, i quali influiscono pesantemente sul potere commerciale della medesima.

“Se cerco il mio nome+cognome o il nome della mia azienda, quali sono i risultati? Recensioni o informazioni negative, concorrenza, o semplicemente sono quasi inesistente sul web?”

E’ possibile cambiare questa tendenza?

Una strada da seguire passa per la content dissemination, distribuzione di contenuti ottimizzati (brand, personaggio pubblico, prodotto) del soggetto in questione, con l’obiettivo di promuoverne un’immagine positiva, nei risultati dei principali motori di ricerca, Google, Bing e Yahoo!

Nell’ottica di Digital Transformation l’intervento di una digital agency è vantaggioso anche sotto il punto di vista dell’ottimizzazione SEO di immagini e contenuti, al fine di dare il massimo della visibilità ai tuoi comunicati stampa sui motori di ricerca.

A questo proposito Ingredienti Magazine ha affidato i Servizi di Comunicazione alla Digital Agency WebConsulting SMPRESS, agenzia esperta nella Distribuzione delle Notizie Online (Brand News Sharing), il cui obiettivo è quello di dare maggiore VISIBILITA’ al BRAND in RETE.

FonteIngredienti Magazine

Fotovoltaico col trucco: Assolti tutti gli imputati con formula piena

diario 4/11/2018

Assolti tutti gli imputati con formula piena in quanto per la presunta associazione a delinquere. In buona sostanza, era tutto regolare! Nessun processo verrà portato avanti.

Tutto il mondo legato al fotovoltaico e alle energie rinnovabili ne è stato da sempre convinto, ma ora c’è una conferma incontrovertibile, conferma che arriva dopo ben 8 anni di lungaggini, ombre e grigio su quello che era il più grande progetto fotovoltaico fino ad allora concepito. I legali che hanno seguito la questione ne erano certi sin dal primo istante, ritenendola una montatura mediatico-giudiziaria che non doveva nemmeno nascere.

Otto lunghi anni di sequestri e procedimenti penali vari, culminati nel 2013 con una misura cautelare preventiva ordinata dalla dottoressa Paola Liace – allora Gip a Brindisi – che portò in carcere 16 professionisti, tutti imprenditori, manager e ingegneri, con la grave accusa di aver truffato (fino ad allora) oltre 300 milioni di euro, percependo incentivi frutto di un presunto aggiramento della normativa urbanistica per decine di impianti fotovoltaici realizzati.

Per i “furbetti del fotovoltaico” o quelli che avevano creato il “fotovoltaico col trucco”, così li avevano aggettivati a seguito dei numerosi sequestri preventivi, avvisi di garanzia e procedimenti penali promossi dall’allora sostituto procuratore di Brindisi Nicolangelo Ghizzardi, il 24 ottobre 2018 nell’aula del Tribunale di Roma è stata fatta giustizia, come ha esultato in aula l’avvocato Antonino Isgrò, che ha seguito personalmente sin dall’inizio l’intera vicenda giudiziaria nei vari filoni d’indagine.

In effetti, la “raffica” di procedimenti penali stampati in ciclostile – come li avevano definiti alcuni legali – partono dalla Procura di Brindisi e vedono come promotore l’allora Pm Nicolangelo Ghizzardi. Sequestri e contestazioni riguardanti l’aspetto urbanistico e che culminano nel 2013, con l’accusa di truffa e di indebita percezione di incentivi ai danni dello Stato. Questo procedimento, che porta sempre la firma di Ghizzardi e che lo stesso in una delle conferenze stampa definisce “procedimento sperimentale” è però, anni dopo, dallo stesso Tribunale di Brindisi ritenuto non di propria competenza giurisdizionale, che pertanto trasferisce l’intero fascicolo al Tribunale di Roma, che riprende e continua le indagini fino ad allora portate avanti dalla Procura brindisina.

Ieri il giudice dell’udienza preliminare della Procura di Roma, dottoressa Giulia Proto, su richiesta del Pm che ha chiesto il non luogo a procedere per tutti gli imputati, in quanto dall’esame di tutta la documentazione ha ritenuto non “esserci elementi che consentono di sostenere l’accusa in giudizio”, ha assolto tutti gli imputati con formula piena in quanto per la presunta associazione a delinquere: “Il fatto non sussiste”, per l’illecita percezione degli incentivi “non è stato commesso il reato” e per l’abuso edilizio “il fatto non sussiste”.

In buona sostanza, era tutto regolare! Nessun processo verrà portato avanti.

Protagonisti (o vittime) di questa vicenda i vecchi manager di Global Solar Fund e quelli di Energetica S.p.A. che avevano messo in piedi già nel 2007, la realizzazione di quello che era il progetto più grande d’Europa nel fotovoltaico (font. Huffington post) con la previsione di investimento in Puglia di oltre 900 milioni di euro, finanziati quasi interamente dal governo cinese attraverso la China Development Bank (fonte Corriere della Sera).

Alla guida dei due Gruppi vi erano il manager spano-cinese Javier Romero e l’italiano Gaetano Buglisi che, attratti anche dai proclami favorevoli sulle rinnovabili fatti dall’allora Governatore della Puglia – Nichi Vendola – (font. Repubblica) e dalla normativa regionale volta a favorire implementazione di energia pulita avevano fatto una scelta precisa, decidendo di far partire dalla Puglia quello che era destinato a diventare l’investimento e il progetto solare più grande al mondo.

Come disse oltre 10 anni fa lo stesso Gaetano Buglisi in una intervista al quotidiano Repubblica, “partire dalla città del petrolchimico, dalla centrale a carbone di Cerano e da un’area che ha uno dei più alti tassi di tumore ai polmoni al mondo, come Brindisi, è senza dubbio la scelta più sana e più giusta, in quanto i benefici dell’energia prodotti da fonti rinnovabili non sono solo da individuare tra le minori risorse fossili sottratte al sottosuolo e alla natura, ma soprattutto dai benefici indiretti prodotti alla salute umana”.

Tuttavia la scelta di iniziare proprio da Brindisi, nonostante gli oltre 140 impianti realizzati dal fondo d’investimento allora più grande d’Italia, nonostante nel 2010 i progetti sviluppati da Energetica col supporto di Gsf in Italia avessero superato i 1200 MW e nonostante i progetti ideati e commissionati dal duo Buglisi-Romero avevano anche trovato un accordo di finanziamento per oltre 2,5 miliardi da destinare allo sviluppo fotovoltaico col Governo cinese (fonte Il Sole 24 Ore) culminato con la sottoscrizione dell’impegno di investimento firmato a Roma direttamente dal presidente della Repubblica Cinese Wen Jiabao e dall’allora presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, è stata fatale!

Sequestri su sequestri, procedimenti su procedimenti raccontati dalla cronaca, hanno fermato l’iniziativa più grande nel settore fotovoltaico. Tantissimi gli avvocati di tutta Italia che hanno difeso e sostenuto la regolarità di tutto quanto realizzato, si menzionano, tra altri, i professori pugliesi Ernesto Sticchi Damiani e Francesco Paolo Sisto, l’avvocato torinese Ugo Colonna, il professor Giuseppe Di Trocchio, lo studio Vassalli-Olivo di Roma, gli avvocati milanesi Alleva e Salvatore Pino e l’avvocato Giulia Bongiorno che ha difeso gli interessi degli investitori.

In molti si chiedono come tutto ciò sia accaduto e quali siano state le ragioni sottostanti alla promozione di tutta una serie di iniziative giudiziali “seriali” che da ieri sono scomparse come una bolla di sapone. Il Gruppo Global Solar Fund (oggi con altri manager alla guida) è ancora il 2° produttore Italiano di energia da fonte fotovoltaica.

Fontel’Opinione




permalink | inviato da 20TaskForceItaly il 4/11/2018 alle 18:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Energia: 'furbetti del fotovoltaico', assolti tutti gli imputati

diario 26/10/2018

Il Giudice dell’udienza preliminare della Procura di Roma ha assolto tutti gli imputati con formula piena, per i cosiddetti ‘furbetti del fotovoltaico’, è arrivata l’assoluzione.

Roma, 25 ott. (AdnKronos)

(Red/AdnKronos)

Dopo 8 anni di sequestri e procedimenti penali culminati nel 2013 con una misura cautelare preventiva ordinata dall’allora Gip di Brindisi Paola Liace, su richiesta dell’allora sostituto procuratore Nicolangelo Ghizzardi, che portò in carcere 16 professionisti con l’accusa di aver truffato oltre 300 milioni di euro, percependo incentivi di Stato, frutto di un presunto aggiramento della normativa urbanistica, per i cosiddetti ‘furbetti del fotovoltaico’, è arrivata l’assoluzione.

Ieri, infatti, nell’aula del Tribunale di Roma, dove il procedimento era approdato per ragioni di competenza giurisdizionale, il Giudice dell’udienza preliminare della Procura di Roma, Giulia Proto, su richiesta del Pm Alberto Galanti, che ha chiesto il non luogo a procedere per tutti gli imputati, ha assolto tutti gli imputati con formula piena in quanto per l’accusa di associazione a delinquere: “il fatto non sussiste”, per l’illecita percezione degli incentivi “non è stato commesso il reato” e per l’abuso edilizio “il fatto non sussiste”. In buona sostanza il giudice ha stabilito che era tutto regolare e che nessun processo verrà portato avanti.

Protagonisti della vicenda sono i vecchi manager di Global Solar Fund e quelli di Energetica -il cino-spagnolo Javier Romero e l’italiano Gaetano Buglisi- che avevano messo in piedi, già nel 2007, la realizzazione di quello che sarebbe stato il progetto più grande d’Europa nel fotovoltaico, con la previsione di investimento in Puglia di oltre 900 milioni di euro, finanziati quasi interamente dal governo cinese attraverso la China Development Bank.

Fonte:
(Red/AdnKronos)
ISSN 2465 – 1222
25-OTT-18 18:38

Asseprim: L'audiovisivo e le nuove evoluzioni - 23 ottobre Unione Confcommercio Milano

diario 22/10/2018

Diritti, proprietà, economie e nuovi business delle immagini e dei suoni in movimento #ASSETINTANGIBILI

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Barber Coach Lorenzo Orecchio, dallo stile Hipster allo stile Gentleman

diario 30/9/2018

Lezione gratuita e degustazione di hamburger da The Good Burger con gli esperti di Machete Barber Shop

ROMA, 28 settembre 2018 – Dallo stile Hipster allo stile Gentleman, il Barber Coach di Machete Barber Shop, l’unico franchising di barberia completamente Made in Italy, registra un netto cambiamento nella richiesta della moda della barba. È per questo che venerdì 28 settembre si è tenuta una masterclass gratuita con degustazione di hamburger a The Good Burger (Roma, via delle Quattro Fontane 174).

Prosegue così la collaborazione tra The Good Burger (il marchio del Gruppo Restalia) e Machete Barber Shop (una ventina di punti vendita in Italia e un negozio appena inaugurato a Londra).

“La tendenza del momento – ci spiega il Barber Coach Lorenzo Orecchio – è la ricerca di una barba elegante, corta e curata, ben diversa dalla moda hipster degli ultimi anni che, comunque, ha il merito di aver avvicinato molti uomini ai barber shop”.

All’evento erano presenti esperti che si occupano della barba a 360 gradi, dai fattori geometrici del viso alla consulenza per il buon mantenimento, così da ottenere un ‘progetto barba’ efficace e duraturo nel tempo.

La lezione è stata accompagnata da musica dal vivo e dalla consegna di regali e sorprese per tutti.
The Good Burger fa parte del Gruppo Restalia, approdato in Italia nel 2013 con la cervecería spagnola e tapas bar 100 Montaditos e, quest’anno, ha aperto la sua prima hamburgheria a Roma, The Good Burger (TGB).

TGB ha sicuramente portato in Italia una ventata nuova nell’offerta gastronomica nazionale: ingredienti di altissima qualità combinati con una divertente varietà di preparazione delle pietanze servite.

The Good Burger propone, infatti, hamburger di carne bovina al 100%, cotto sulla piastra al momento e con un particolare pane leggermente dolce realizzato con ricetta brevettata e unica in Europa; le birre inoltre possono essere servite in boccale ghiacciato.